Recensione a cura di | Alessandro Pesce
“La storia si svolge centinaia di anni prima che Pennywise terrorizzasse i bambini di Derry, in un’epoca in cui la cittadina del Maine era ancora territorio selvaggio e inesplorato.“
L’universo di Stephen King racchiude una serie smisurata di elementi ancora inesplorati. Tantissimi film, tratti dai suoi romanzi, sono diventati (non tutti) dei veri e propri Classici Immortali. Tante opere che, per certi versi, han sempre quel sapore familiare; opere che han accompagnato generazioni e che, ancora, continuano a rimanere in quello strano spazio di universo che cattura, inesorabilmente, l’attenzione del pubblico. IT in modo particolare. L’opera del 1986 ha cercato in tutti i modi portare a schermo l’energia del cosmo, fallendo miseramente ad ogni occasione. Non è bastato neanche l’operato sublime di Tim Curry, nel film Tv di Tommy Lee Wallace andato in onda, in Italia, nel 1990; un autentico buco nell’acqua. Non parliamo del film dei Muschietti del 2017 perchè, sappiamo benissimo aver subito dei tagli incredibili e che l’idea originale prevedeva ben 6 film per raccontare l’intera narrazione.
Per dare un senso all’immaginario di Barbara & Andy Muschietti è venuta in soccorso la HBO, proponendo una serie TV con pochi tagli, violenta il tanto giusto per essere distribuita su dominio Mainstream e dando tanto margine di manovra per allungare le parti lasciate in qualche frammento di corpo celeste dimenticate nella galassia lontana.
Nel 2025 arriva Welcome To Derry ; serie Tv che esplora le vicende precedenti al “Club dei Perdenti“, sviscerando la natura di una cittadina condannata, ogni Ventisette anni, al risveglio dell’Entità “IT” .
La serie viene accolta dal pubblico con grande entusiasmo proprio per la sua capacità comunicativa perfettamente aderente alla scrittura di King, regalando momenti di altissima tensione e, dettaglio importantissimo, rimanendo saldamente ancorata sul fascino “mistery” dove, il romanzo, pone il punto esclamativo.
Prima stagione chiusa con tantissimi applausi, sia al già citato livello del prodotto, sia per quanto concerne le prove attoriali : dai giovani ragazzi, alla sottotrama “sociale/investigativa” del duo Charlotte Hanlon & Chris Chalk e ultimo, ma sicuramente primo per importanza visiva, Bill “Pennywise” Skarsgård (dove finalmente si è dato maggior peso sulla propria tecnica esecutiva). Ogni tassello è posto nella propria sezione e la trama scorre sotto continui colpi di scena capaci di tenere il pubblico incollato sul divano. Tantissime le citazioni e altrettante le attenzioni su quello che risulta essere un vero e proprio Moonwalk sulle pozze di sangue che vengono sparse nella cittadine del Maine. Si perchè Welcome To Derry è un prodotto che guarda in avanti pur tornando indietro a livello narrativo : la prima stagione è ambientata negli anni 60, mentre, per la seconda (ancora in produzione) si toccherà l’arco degli anni 30; portando altri protagonisti e altre dinamiche di risveglio della Creatura arrivata dagli abissi del Cosmo. La data di rilascio? Impossibile determinarla e su questo punto il pubblico si è rassegnato all’attesa.
HBO , però , regala un colpo grosso, annunciando un Countdown di 24 ore per la messa in onda di un nuovo, inedito, capitolo della Serie : Un Episodio Segreto.
Data 31 Ottobre, La Notte di Halloween.
La trama è scollegata dagli avvenimenti alla quale abbiam assistito, trattando e tornando indietro nel tempo di oltre duecento anni : Il Prequel del Prequel che mette le mani su ciò che, un giorno, forse, vedrem per intero.
A Story Of Derry assume quella formula vincente vista con Prey (il prequel di Predator – recensione al seguente LINK) , esaminando territori inesplorati e dove i Nativi Americani proteggevano il proprio territorio da Mani (anche invisibili) feroci. Su questa base si solidifica un prodotto che ha, come minaccia, qualcosa di ancora più sinistro di un “Clown Danzate“, qualcosa di indefinito la cui forma è sempre stata, solo, raccontata e tramandata attraverso scritti e/o parole. La selvaggia divinità venuta dallo spazio (per parafrasare la matrice e il punto di riferimento dello scrittore) risulta ancora più inquietante proprio perchè non ha una forma visiva.
Fino ad Oggi.
I Muschietti decidono di osare e, per la prima volta in assoluto, la Forma della Tartaruga compare a schermo in tutta la sua grandezza attraverso un viaggio astrale di una delle protagoniste. Un effetto incredibile e gestito con un fare talmente poetico da mandare in secondo piano la bellissima resa visiva. Un momento storico per i Fans di King e che, finalmente, ora, diventa realtà. Maturin non rappresenta solo la Nemesi di “IT” ma un vero e proprio faro, l’illuminazione, la guida ; da qui si vola su un atto conclusivo che più Kinghiano di così non si poteva fare e/o realizzare e che si collega con il finale della prima stagione con grandissima poetica estetica.
Una Puntata inaspettata che arriva come un faro che sorregge le fondamenta di quella torre nera tanto desiderata dal pubblico e che, pian piano, sta plasmando una forma concreta.
Una boccata d’aria che renderà entusiasmo e giustizia al capolavoro dello scrittore Americano.
STAB HORROR ITALY
