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Anatar : La Strana Vita Oltre La Galassia [RECENSIONE]

Articolo a cura di | Alessandro Pesce

“Il popolo degli Anatar, alieni umanoidi che si sono evoluti dalle anatre, dopo aver portato al collasso il proprio pianeta è alla ricerca di un nuovo corpo celeste da chiamare nido. Nel loro pellegrinaggio spaziale approdano su Pandoro, un luogo dove esseri viventi e natura hanno trovato il proprio strano equilibrio. Amore, guerra, astronavi e papere spaziali sono gli ingredienti di questa grottesca fiaba moderna sull’accettazione di ciò che è diverso da noi.”

Da una galassia molto vicina… Salvatore Scarico Manuela Montella presentano Anatar, il primo Spaghetti-Fi!

Diretto da “”Alan Smithee”” (o forse no), il film vede nel cast Azzurra RocchiRaffaele De VitaCiro VillanoWalter LippaPaolo PerinelliGiancarlo Del Diavolo Davide Marotta ; in un lavoro che accarezza lo Sci-Fi di stampo più classico alla commedia old school (ironia bizzarra ed estrema alla Arraphao, per intenderci), dando corpo ad un qualcosa capace di stupire, anche e specialmente, per la sua imprevedibilità. In un epoca dove la comicità viene ricercata con elementi roboanti, Anatar assume la semplice forma di commedia fantascientifica nata come parodia del kolossal Avatar, prendendo come riferimento i film dei Monty Python e la comicità di titoli quali Una pallottola spuntataRobin Hood – Un uomo in calzamaglia e Scary movie. Rispetto al kolossal di James Cameron, Anatar ribalta i ruoli all’interno della storia. Sono infatti gli alieni ad essere tecnologicamente avanzati e a mettersi in viaggio attraverso lo spazio a causa dei problemi di abitabilità col proprio pianeta. Gli umani, rozzi e violenti, sono il popolo inferiore da conquistare. Attenzione però a non confondere questo prodotto come film spazzatura; si perchè ,se pur sempre frizzante e pieno di ironia, il film riesce a mantenere (a tratti) un certo distacco e dare anche una profondità non del tutto comica : la schiavitù non solo fisica è un forte grido sociale che, se ci si pensa bene, può esser rapportata addirittura all’epoca contemporanea, dove l’autorità più influente e potente ha forte presa sul pensiero dell’uomo medio, deviando il proprio pensiero e addirittura plasmandolo a sua immagine e somiglianza verso azioni di pura e immotivata violenza. Anatar è anche questo; un film che si prende ,si, sul serio, ma che riesce a mutare pelle (o penne) in più riprese senza stravolgerne la natura e rimanendo sempre fedele al suo evolutivo percorso. La sinfonia di estremismi di pura follia accompagna, però, grandissima (se non praticamente tutta) parte della pellicola ed è questa la propria vera forza, stringendo tutto ciò che di “ridicolo” si è visto negli anni 70 e 80, trasportandolo nel 2023 con un coraggio davvero esemplare che potrebbe sembrare fuori tempo massimo MA, proprio per questo, assolutamente geniale. Il cast si presta alla causa con grande coinvolgimento e, specialmente le tre figure portanti Germano, La Principessa Avia e Dark Feather (si avete letto bene), rispettivamente Raffaele De Vita, Azzurra Rocchi e Walter Lippa riescono a dar vita ad una nuova tipologia di Trash italiano, creando e modificando la materia per poi distruggerla volontariamente sotto aspetti che (per usare un giro di parole) non ti aspetti; a partire da una cura davvero esemplare sull’utilizzo dei trucchi, passando al citazionismo non solo visivo come l’uso della “forza” (o l’aspirapolvere r2d2) o il saluto Vulca/Anatriano ,ma addirittura sonoro, posto sotto effetti diventati ormai comuni (vedi quelli iconici di windows) e perle che solo un orecchio attento può scorgere; come ad esempio la musica della marcia imperiale di Star Wars ovviamente modificata ma pur sempre riconoscibile per enfatizzare quell’alone di oscurità sul Villain di turno. In sostanza, un tipico gioco dell’oca che parte da un preciso punto e, ostacoli dopo ostacoli (anche i più imprevedibili) arrivano ad un finale coinvolgente fatto di ribellioni interne per cambiare, anche se nel suo piccolo, il Mondo in un posto dove l’armonia può tornare a splendere. Gli effetti visivi LowCost vengono posizionati solo dove necessitano presenza e questo ne determina una consapevolezza attenta e che sa dove (e quanto) spingersi, dando la concezione di quello che si sta vivendo a schermo tenendo fede al contesto di etichetta. Anatar è tanto comico quanto geniale e pone lo spettatore dentro quello strano universo fatto di cultura underground che, per certi versi, potrebbe non essere capita dalla disattenzione generale della visione moderna (o di un pubblico troppo moderno) ma che, invece, ha una propria logica struttura di pensiero votata al sentimentalismo nostalgico di un tipo di cinema ormai dimenticato o, fattore più probabile, che ha fatto il suo semplice corso. Anatar è un punto di svolta sulla quale si può ancora credere senza eccessivi sforzi.

Una Pellicola Brillante e Fresca, Prodotta da Tyche Production, che farà sorridere i Fans dei film di Fantascienza con interventi facilmente riconoscibili. L’era dello Spaghetti-Fi passa anche da qua e il popolo di Pandoro darà il suo contributo a questa rinascita.

-OTTIMO- Secondo il Nostro Particolare Metodo di Valutazione in HORROR STAB-

Al Cinema Dal 19 Gennaio 2023, distribuito da Green Film

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