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Edgar Allan Poe – Il Mistero della Morte : Il Lato Oscuro della Poesia e Misteri Irrisolti [RECENSIONE]

Articolo a cura di | Alessandro Pesce

“Fabrizio Raccis dopo anni di ricerca spesi ad esaminare il grande mistero della morte di Edgar Allan Poe è riuscito a riepilogare attraverso il suo saggio tutte le possibili ipotesi che sono state fatte nel corso di 170 anni. Dopo aver esaminato attentamente i fatti, ha voluto regale ai lettori una sua personale conclusione. Edgar Allan Poe era davvero uno scrittore maledetto? La sua falsa biografia ha influenzato così tanto la nostra opinione sulla sua immagine? Come mai nessuno fino ad oggi è stato in grado di spiegare la sua morte misteriosa, come la scomparsa della sua cartella clinica? Lo scrittore affronta questo vortice di enigmi e prova a sbrogliare questa matassa spinosa per troppo tempo ignorata.
Seguono alcune traduzioni degli unici manoscritti incompleti ad oggi introvabili, del necrologio diffamatorio e di alcune poesie tra le meno conosciute.
Come è morto Edgar Allan Poe? “

Quando si racconta di Edgar Allan Poe non si può non immaginare al nero più profondo. Lo stile di vita portato ai massimi livelli rientra prepotentemente in un abisso mentale capace di partorire labirinti emotivi tenebrosi e oscuri come la notte più buia. Le proprie opere hanno contribuito a creare movimenti e generi, attraversando tutti gli oceani del Mondo, abili nel ramificare stili differenti per diverse generazioni. La Morte ha accompagnato lo scrittore di Baltimora verso un successo a tratti bizzarro, una macabra caratteristica atipica per la prima metà del 1800 ma che , da lì in avanti, riuscì a fare il polso duro per la letteratura globale. Travolto dalle proprie paure adolescenziali, l’artista Statunitense garantì ai propri demoni uno spazio dall’Universo più cupo della propria fantasia agli occhi fisici di un Mondo non esattamente pronto al cambiamento. Il declino e la misteriosa morte sono da sempre motivo di grandi dibattiti e, ancora oggi, tutto rimane avvolto nel mistero. Fabrizio Raccis, scrittore Cagliaritano classe 1983, guarda dentro l’occhio dell’Abisso e mette in scena un poetico requiem fatto di anni di ricerche. Edgar Allan Poe – Il Mistero della Morte non è un semplice saggio, ma un vero e proprio atto d’amore verso la concezione dell’arte della fantasia; Un viaggio dentro la quale ci si immerge senza prender fiato su analisi approfondite e arricchite da trascrizioni poco note. Gli introvabili (fino ad ora) manoscritti incompleti sono tradotti fedelmente dentro un contrasto di sentimentalismo a tratti sperimentale, capace di rimettere in discussione vicende sotterrate con eccessiva fretta. Il rugoso pettine, di piume nere, assume forme di un DNA nuovo, esportando al pensiero un modo pacato di una giustizia mai ripagata a dovere. Gli squarci di informazioni sono sempre state avvolte nel mistero così come la travagliata esistenza del protagonista di quest’Opera la cui colpa è sempre stata quella di scrivere l’emozione dell’appartenere totalmente all’oscurità. Fabrizio Raccis racconta i lati umani dello Scrittore e riporta scomodissime realtà che lo han recintato dentro spazi troppo piccoli per una grandezza fin troppo evidente : La vita, le difficoltà di un mondo infido e opportunista, i drammi familiari, le dipendenze, gli scontri con la critica, gli amori e specialmente LA MORTE ; doti diventate marchi rossi come il sangue seguite da occhi neri come quelli del grande compagno di successo, come quelli di un corvo; tutte caratteristiche riportate in questo saggio come tributo alla vita. Un parallelismo caro a Poe e che Raccis riesce a tributare con grande senso del gusto, ricamando un influenza evidente dentro scenari intervallati dall’amore per la morte fino alla morte per via di un amore corrisposto fino all’ultimo sorso. La proiezione dei fantasmi della vita sono riportati in queste pagine come, probabilmente, la vera causa della scomparsa di uno dei più grandi scrittori della storia della letteratura.

Fabrizio Raccis riporta in vita il Mito nel saggio distribuito dalla Catartica Edizioni ; 203 pagine di poetico vento gelido che porterà il lettore all’interno di una stretta via cupa, seguita dalle grida di ombre nascoste tra le mura della follia.

Il signore delle anime tombali è tornato per un ultimo saluto garbato ed elegante. 

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Copertina di Salvatore Palita, Studio Segno

Lautore

Fabrizio Raccis, Cagliari 1983, scrittore di narrativa e poesia, collabora con recensioni critiche e articoli a varie riviste e testate giornalistiche. Premio Laurentum per la poesia nei social network 2011, ha all’attivo diversi riconoscimenti per la sua scrittura. Ha fondato un collettivo letterario “Penne Armate” con una rivista che si occupa di articoli, recensioni e antologie letterarie. Ha pubblicato i libri di poesie: “La farfalla e altre poesie” (2005), “I fiori il tuo corpo” (2006), “L’ultimo David” (2008), “Il pasto dei corvi” (2012), “Ibridi del sistema” (2015) e “Carne di Betzabea” (2019). Sue anche le opere di narrativa: “Racconti del mistero” (2012), “Gli occhi del corvo”(2015), “Racconti del Grottesco e del Mistero” (2017) e il racconto “Quarantine writer. Cronaca di un dannato scrittore al tempo del covid-19” è stato inserito nel libro “Diario Virale” (2020)

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