Recensioni e Novità sul Mondo del Brivido

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IT : Finalmente arriva in Italia [RI…censione SPOILER]

Recensione a cura di  |  Alessandro Pesce

Dopo un attesa quasi infinita, arriva ANCHE nelle sale Italiane IT.

L’opera di Andy e Barbara Muschietti compie il giro di boa Mondiale e si appresta alla sola ultima distribuzione in altri pochissimi (più sfortunati di Noi) Paesi.

Il Risultato ottenuto ai botteghini è da capogiro e si colloca in cima ai film con maggiore incasso nella STORIA del cinema Horror (parliamo di oltre un Miliardo di Dollari ). La critica ha espresso parole al miele in ogni direzione possibile e ciò non fa altro che alimentare quel grosso carico di curiosità nello spettatore. 

Quasi un mese fa abbiamo assistito all’anteprima in lingua originale e espresso la Nostra personalissima opinione riguardo questa prima trasposizione cinematografica del romanzo di Stephen King (potete leggerla al seguente LINK) ,non proprio in sintonia con il resto delle critiche.

Alcune pecche hanno contribuito ,sempre a Nostro avviso, ad abbassare la valutazione e strizzare l’occhio più alla convinzione che il valore affettivo e l’eccessivo hype generato, abbia in qualche modo ostacolato il normale pensiero di aver davanti un film Normale con alti picchi di gran classe.

Ciò non fa sicuramente del film un capolavoro o far urlare al miracolo ma, come abbiamo già espresso nella recensione precedente, il guadagno portato nelle tasche della produzione ha dalla propria parte …un vantaggio che li mette , per forza di cose, nella ragione più totalitaria. In pratica una vittoria senza diritto di replica.

Abbiamo deciso di CONTROtitolare questo articolo con la dicitura di RI..censione. Si perchè creare un altra recensione della pellicola avrebbe avuto tanto senso quanto quello di scritturare un live action di death note con attori americani (ah no..l’hanno fatto sul serio). Da qua la Ripresa di una Recensione ; RIcensione per l’appunto.

Si ma cosa abbiamo di nuovo? Il Doppiaggio Italiano ovviamente.

L’immensa interpretazione di Skarsgard ha sollevato nel proprio fortino un grandissimo muro da scavalcare. La “trasposizione” Italiana è riuscita in questa impresa? NO, e ASSOLUTAMENTE NO.

A tratti il lavoro è godibile ma purtroppo non sufficiente a reggere il paragone. Inutile dire che i doppiatori Italiani siano i migliori nel proprio mestiere,ma in questa precisa occasione (e purtroppo dobbiamo sottolineare che questo stesso problema si sta verificando un po troppo spesso negli ultimi periodi) il tutto è troppo distante e nella maggior parte del film assume un ruolo quasi disturbante e distrattivo.

Pennywise si distungue in pochi attimi mettendogli parole in bocca che , se pur grammaticalmente corrette, fan saltare l’accordatura … stonando non poco.

In questa parentesi potrem aggiungere che il retrofront Italiano abbia scelto una linea più fedele all’opera di Tommy Lee Wallace che all’adattamento “più fedele” dei fratelli Muschietti.

Questo può portare un discorso nel discorso che purtroppo non va sottovalutato : Sembra che sia stato fatto un fanservice al pubblico nostalgico del (giustamente criticato) film TV. Quasi come ricalcare il fatto che l’iconografia di alcuni termini non siano stati innalzati dal libro. Un lavoro per quella gente pigra di sfogliare pagine e che affidano il proprio giudizio nato da errori alla base delle fondamenta : Su tutti citiamo il GALLEGGIARE  a dispetto dell’ originale (letterario) VOLARE.

Dettagli? si, forse, e probabilmente anche il voler cercare l’ago nel pagliaio. D’altra parte pensiamo sia il prezzo da pagare per un marchio di queste proporzioni.

Altro fattore che fa storcere il naso è l’utilizzo (nella parte delle diapositive che perendono vita da sole) del termine IT.

Ci viene buttato in faccia senza il minimo senso logico; e a poco si può far leva dicendo che tale appellativo abbia una qualsivoglia forma logica solo in lingua originale : Nella Nostra Lingua funziona male e di certo la collocazione fisica/lessicale dell’azione non aiuta per niente la versione Nostrana. Diamo il colpo per deviato ma con riserva.

Il Club dei Perdenti. Ecco il VERO grande,grosso,enorme,gigante problema. Le voci dei ragazzi.

Nessun tipo di incarnazione,nessun enfasi,tutto piatto. 

Lasciamo da parte la selezione dei personaggi (su tutti la pessima voce scelta per Wyatt Oleff e del “suo” Stan Uris) ; quello che non convince è proprio la distratta sequenza di battute : ogni doppiatore sembra non essere entrato nella maniera più totale nel proprio ruolo.

Questo è un tassello molto importante che durante l’arco degli eventi diventa sempre più pesante al normale avanzamento della pellicola. 

Non vogliamo fare il gioco dei bastian contrari e lamentarci per ogni singola questione di nuova uscita, ma qua qualcosa non ha funzionato. Il discorso del “Film Difficile da Adattare” non regge e non può in nessuna maniera essere usata come scusante.

Resta comunque un prodotto da guardare assolutamente, senza però la pretesa di trovarsi davanti un capolavoro assoluto (nella sua complessività espressa anche nella precedente recensione) . Buono si,rovinato…anche, ma dal grandissimo fascino.

Una partita che non decreta un vincitore nella bilancia delle parole buttate al vento. Ma che deve comunque sia lasciare qualcosa al proprio interno e far esprimere una propria analisi senza la minima influenza esterna.

For Now…You’ll Float Too

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