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Finchè Morte non Ci Separi : Questioni di Famiglia [RECENSIONE]

Recensione a cura di |Alessandro Pesce

Il film diretto da Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett, è la storia di Grace(Samara Weaving), una giovane sposa che si unita in matrimonio con Alex (Mark O’Brien), erede della famiglia Le Domas, ricca dinastia fondatrice dell’impero dei giochi da tavola. Durante la sua prima notte di nozze viene invitata a partecipare a una tradizione familiare: il nuovo arrivato deve prendere parte a un gioco, in questo caso nascondino, contro il resto della casata. Ben presto il rito si rivelerà essere una terrificante caccia all’uomo.
Le Domas, infatti, sono convinti che se non uccidono il nuovo membro prima dell’alba, una terribile maledizione si abbatterà su di loro; se, invece, Grace sopravvive alla prima notte di nozze, allora può restare in famiglia. Il gioco ha inizio, riuscirà la neo sposina a vincere la partita contro la morte?

Lavoro che fin dal lancio del trailer riesce ad incuriosire e, proprio per questo, lascia al proprio passaggio un velo nuziale elegante senza una definizione o etichetta precisa. Stesso risultato a film completato. Finchè Morte non ci separi è a tutti gli effetti uno di quei marchi che lasciano un indelebile segno. Se proprio c’è da scovare un indicativo formato al lavoro di Matt Battinelli, questi lo si può porre sotto una splendida di cornice Survivor Horror Comedy. Un interazione strana e, per certi versi non del tutto inedita se si considera il filone comedy horror, risulta essere incredibilmente originale. A partire da una fotografia e una stessa regia precisa come un una livella, che scandisce tempi inaspettati prendendosi sul serio quando l’esigenza ne richiede valore e spensierata su intermezzi grotteschi. Il film è un perenne compagno scherzoso abile nel saper dialogare con lo spettatore dentro uno spettrale copione fatto di sangue. La conduzione dello show è completamente affidata alla splendida Samara Weaving , nota al pubblico per l’altrettanto inquietante “The Babysitter” di casata Netflix. Ruolo, quello della “sua” Grace sempre a focus e caratterizzato, anch’esso, sul binomio dell’intervallato gioco di serietà a metà, infondendo al personaggio uno status sempre acceso e brillante. Lo strano e non sempre abusato(specialmente su ruoli femminili) utilizzo del TrashTalking sulla giovane donna non fa altro che aumentarne sfaccettature interne (omesse) che mettono l’accento anche quando le azioni non seguono un ritmo adrenalinico. Il film segue la ruota del più classico gioco di sopravvivenza in un contesto strutturato come un vero e proprio gioco e, proprio per questo, riesce a scorrere su di una narrazione che non si perde sul proprio cammino e dove la parte comedy suona persistente pur non intaccando “il” genere. Battinelli muove la macchina da presa con tecniche sempre differenti che partono dalle riprese a mano, arrivando su piani sequenza prolungati a campi larghi accesi, il tutto gestito sotto una geometria perfettamente centrata. Proprio sul determinato genere, questi fattori non sono da sottovalutare o lasciati al correr del caso : il segno che il racconto vuole proporre qualcosa di innovativo c’è tutto e lo si vede se si presta una certa attenzione. Gli Scatch esilaranti risultano quasi una cornice, forse intima e familiare se si vuole fare un soft/complottismo di ricerca personale, capaci sempre, ed in ogni occasione, di ricevere un meritato sorriso dietro la facciata di pura violenza. Ovviamente questo stesso modus operandi a lungo andare potrebbe anche far storcere il naso da una parte, se si considera un normale film. Finchè Morte Non Ci Separi però appartiene ad una categoria forse tutta propria, dove l’eccesso e’ portato all’eccesso e dove ogni situazione è volontariamente accompagnata su di un sentiero bizzarro, curioso che prende a piene mani dai film degli anni 70 di natura inglese, attraverso rimandi letterali e citazioni tanto forzate quanto abilmente celate nella fredda luce di una location e perfetta per l’occasione. Se da una parte la sinistra psiche turbata della bellissima Grace è messa a dura prova dentro una persecuzione continua, dall’altra troviamo tutto il “branco” di una famiglia legata alle remote tradizioni, caratterizzata in modo tanto secondario quanto necessario per focalizzare l’attenzione su alcuni singoli elementi; su tutti quello di Daniel, interpretato da un ispiratissimo Adam Brody, capace di riportare ai propri binari la pellicola quando questa è incentrata sul contesto “predatoriale”. Le musiche che compongono l’opera sono un perfetto filo che lentamente realizza un telo rosso sangue indirizzato con il solo scopo di intrattenere il pubblico. In questo il lavoro vince su tutti i fronti, lasciando un andatura ritmata su battute alte, senza fermarsi praticamente mai. La parte Thrilling, nei segmenti finali, portano il motore, gia’ rodato su di una preparazione efficace, al vertice massimo; accelerando improvvisamente e spostando il film su di uno Splatter totalmente inaspettato, accontentando praticamente così tutti i gusti di un qualsiasi appassionato di Horror.

Finchè Morte Non Ci Separi si piazza, senza la minima ombra di dubbio, tra i film migliori di questo 2019, creando perfettamente il suo obbiettivo in un corpo fisico e colpendolo in piena fronte con una freccia ben calibrata per lo scopo finale : Intrattenere.

TRAILER

Genere:Commedia, Horror, Thriller

Anno:2019

Regia:Matt Bettinelli-Olpin, Tyler Gillett

Attori:Samara Weaving, Andie MacDowell, Mark O’Brien, Adam Brody, Henry Czerny, Nicky Guadagni, Melanie Scrofano, Kristian Bruun, Elyse Levesque, John Ralston

Paese:USA

Durata:95 min

Distribuzione:20th Century Fox

Sceneggiatura:Guy Busick, Ryan Murphy

Fotografia:Brett Jutkiewicz

Montaggio:Terel Gibson

Produzione:Mythology Entertainment, Vinson Films

HORROR STAB

Ringraziamo UCI CINEMAS per l’accoglienza e la disponibilità per la visione del Film

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